25 Novembre: giornata dedicata alla violenza sulle donne

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25 Novembre: giornata dedicata alla violenza sulle donne.
Negli ultimi anni, un argomento spesso al centro dell’attenzione è stato la violenza sulle donne esercitata da compagni, padri, ex-fidanzati che ricorrono appunto alla violenza per rabbia, gelosia o addirittura per scaricare lo stress…
Il femminicidio è, purtroppo, un fenomeno in continua diffusione: quasi ogni tre giorni, in Italia, una donna viene uccisa dal proprio partner, da colui che dovrebbe proteggerla anziché farle del male.
Ma per quale ragione ciò accade? Cosa spinge un uomo a compiere un gesto simile? Paura di rimanere solo, un senso di smarrimento, una profonda insicurezza, una folle gelosia, un amore insano?
Nulla, però, può giustificare in alcun modo il femminicidio!
Se penso che una violenza così brutale da sfociare in un crimine vero e proprio colpisca donne che hanno sognato l’amore e che si ritrovano a subire umiliazioni e dolori tra le mura della propria casa, in luoghi familiari dove dovrebbero invece sentirsi protette e rispettate.
È molto difficile far fronte con le proprie forze alla violenza del proprio uomo, per questo sono stati creati anche centri di supporto psicologico per le donne che subiscono maltrattamenti, che vorrebbero sporgere denuncia, ma che hanno terrore delle conseguenze.
Il problema è che molte donne non se la sentono di chiedere aiuto anche perché hanno paura di essere giudicate o addirittura di non essere credute. Oltre al fatto che hanno soprattutto terrore, se parlano, di essere oggetto di ulteriori aggressioni.
Ma davvero le donne devono avere come unico orizzonte di vita il sentirsi deluse, ferite, distrutte? Questi stati d’animo non devono in alcun modo prendere il sopravvento. Bisogna motivare e convincere le donne a farsi aiutare e a ricominciare una nuova vita, combattendo gli abusi perpetrati sul loro corpo e sulla loro psiche.
Da uomo cerco di mettermi nei panni di una donna che subisce violenza, per colpa di uomini che si rifugiano in una esistenza di frustrazione e di rabbia, che si convincono di possedere la donna, come se fosse un oggetto a cui si può fare qualsiasi cosa…
Provo orrore e terrore, anche solo a pensarci!
Tutti dobbiamo impegnarci per sostenere le donne che sono vittime di violenza: le istituzioni, le associazioni, la scuola, la famiglia, gli amici, la società tutta.
Bisogna fornire sostegno morale alle vittime, assisterle e accompagnarle nel lungo percorso di ‘’riabilitazione psicologica’’ fino alla loro totale integrazione nella società.
Nel caso degli uomini, è fondamentale offrire anche a loro un supporto psicologico, perché prendano coscienza dei comportamenti sbagliati e, soprattutto, perché si eviti che l’escalation di violenza si concretizzi nell’atto finale, la morte della vittima.
La morte di una donna inerme.

Ivan Crimani V L

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