Caravaggio: Sette opere di Misericordia

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Uno dei più importanti pittori italiani di tutti i tempi fu Michelangelo Merisi (1571-1610), detto il Caravaggio. I suoi dipinti hanno infatti avuto una grandissima influenza sulla pittura barocca.

Il suo animo è sempre stato particolarmente inquieto e, nel corso della sua vita, ebbe numerose esperienze drammatiche. Un anno di grande rilevanza nella sua biografia fu il 1606. Accusato di omicidio durante una rissa, fu condannato a morte.  In seguito a quest’avvenimento fu costretto a vivere da “esule” per scampare alla sua esecuzione.

L’apprendistato di Caravaggio durò circa quattro anni, durante i quali assistette alla lezione dei maestri della scuola pittorica lombarda e veneta.

La composizione di una delle sue opere più importanti chiamata “Sette opere di Misericordia” avvenne tra la fine del 1606 e l’inizio del 1607. La tela rappresenta le “sette opere di misericordia corporali”, dunque: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, ospitare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati e seppellire i morti.

Caravaggio_-_Sette_opere_di_Misericordia_(1607,_Naples)

L’ambientazione sembra essere un tipico vicolo popolare di Napoli. L’intero svolgimento della scena è rappresentato quasi interamente in basso, mentre in alto campeggia la Madonna col Bambino vicino a due angeli. Ogni opera di misericordia sulla tela di Caravaggio è raffigurata in un modo particolare:

  • “Seppellire i morti” è raffigurata sulla destra, dove si trovano un seppellitore, che cerca di trasportare un cadavere di cui si vedono solamente i piedi, e un diacono. che regge una fiaccola;
  • “Visitare i carcerati” e “Dar da mangiare agli affamati” sono individuabili nella parte destra della tela. Cimone, che fu condannato a morte per fame in carcere, viene allattato dalla figlia Pero. Si nota, infatti, la goccia di latte sulla barba di Cimone;
  • “Vestire gli ignudi” compare nella parte sinistra. Un giovane cavaliere fa dono del suo mantello ad un povero visto di spalle, che assume una posa michelangiolesca; ad esso è legata la figura dello storpio in basso nell’angolo sinistro, che è un emblema del “Curare gli infermi”;
  • “Dar da bere agli assetati”è rappresentata a sinistra, da un uomo, Sansone, che dopo aver sconfitto i filistei, si disseta avidamente con l’acqua miracolosamente sgorgata nel deserto, per opera del Signore, usando una mascella d’asino;
  • “Ospitare i pellegrini”, è raffigurata da due figure: dall’uomo in piedi all’estrema sinistra che indica un punto verso l’esterno, come se stesse invitando qualcuno ad andarsene, e dall’uomo che, avendo una conchiglia sul cappello, si identifica facilmente come un pellegrino (simbolo del pellegrinaggio a Santiago de Compostela).

In alto è rappresentata la Madonna con Bambino che osserva la scena nella via sottostante. La sorreggono degli angeli dalle grandi ali, in volo tra lo sventolio di panni. La giovane Madonna della Misericordia è raffigurata nelle vesti di una semplice popolana che si affaccia come a curiosare dal balcone di casa.

Oggi l’opera è conservata presso il Pio Monte della Misericordia di Napoli.

 

Bibliografia:

http://albertocottignoli.over-blog.it

https://it.wikipedia.org

http://www.avvenire.it/Cultura

Gazzarra L., Napoli, Electa, Milano, 2007.

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