Flagellazione di Cristo, Caravaggio

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La Flagellazione di Cristo è un dipinto a olio su tela (286×213 cm) del pittore Michelangelo Merisi detto Caravaggio. Sulla data del dipinto la critica non è mai stata concorde. Alcuni lo datano tra il primo e il secondo soggiorno a Napoli. Altri addirittura pensano che sia stato eseguito in due tempi.
L’opera è conservata nel Museo nazionale di Capodimonte di Napoli. Fu commissionata per adornare la cappella della famiglia De Franchis, nella Chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli. La Flagellazione di Cristo era la tela di formato più grande e più monumentale delle cinque o sei opere eseguite dal pittore alla fine del suo soggiorno napoletano. Il dipinto è considerato una sorta di variazione rispetto alla prima versione, realizzata nello stesso periodo, che è oggi conservata a Rouen in Francia. L’artista ha, infatti, utilizzato una tela orizzontale invece che verticale. Il cardine dell’opera è Cristo che si allunga sul lato sinistro della tela. Il suo corpo è illuminato dalla luce e i suoi muscoli sono ben definiti dal movimento che compie. Inoltre, i volti dei suoi aguzzini sono nettamente visibili. Nella Flagellazione di Rouen il pittore è visibilmente orientato verso la raffigurazione di forme dilatate e di possenti volumi che si appropriano interamente dello spazio.
Nell’opera napoletana, invece, Caravaggio utilizza giochi di luci ed ombre totalmente differenti: la figura centrale di Cristo è illuminata insieme alla colonna, mentre i suoi tre aguzzini (uno in più rispetto alla prima tela) sono messi in secondo piano al punto che i loro volti non sono più riconoscibili. La Flagellazione rappresenta una tappa fondamentale dell’intero percorso artistico del Caravaggio: da un lato, infatti, si riscontra un maggior approfondimento della ricerca luministica ed ottica, dall’altro una più sistematica indagine nell’osservazione della verità naturale. La luce colpisce appieno il corpo di Cristo, rivelando soltanto le parti delle figure che incontra, mentre tutto il resto annega nell’ombra, da cui affiora la sola colonna. Tipicamente barocca è la sinuosità delle figure che, messe in contrapposizione tra loro grazie ad un gioco di luci ed ombre, mettono in evidenza la chiave drammatica dell’opera. Particolarmente realistico è l’effetto procurato dai legacci che stringono il braccio del Cristo e la mano destra del flagellatore che si arrossa sotto la stretta. Bisogna notare, inoltre, nella seconda tela quanto sia sofferente il volto del Cristo che si stende verso la sua sinistra con il volto chino.
Il significato dell’opera è stato collegato al tema della Grazia come perdono che si identifica nella luce emanata dal corpo del Cristo e che riflettendosi sui flagellatori li rende partecipi della salvazione. La luce per Caravaggio nasce sempre da una precisa visione teologica ed è intesa nel suo significato ideale e divino quale mezzo di redenzione dal peccato; la sua funzione è quella di concedere la vita in opposizione alle tenebre.

Fonti principali:
Wikipedia
Katia D’angelo
arte word.it
tesi online.it

 

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