I Clipper, una rivoluzione nella storia della navigazione a vela

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Il Cutty Sark è uno dei classici "clipper del the".

Nonostante gli sforzi degli storici, è arduo stabilire un preciso momento nel quale gli antichi naviganti scoprirono di poter utilizzare il vento in sostituzione dei remi. Del resto, l’evoluzione nell’uso delle vele per imbrigliare il vento e usarlo come spinta propulsiva è stata molto graduale, al punto che per molti anni le navi hanno solcato i mari avvalendosi sia dei remi sia della vela.

Per compiere il passaggio dalla forza umana a quella del vento, l’attenzione dell’uomo si è incentrata sullo studio degli elementi che avrebbero permesso tale sfruttamento. Gli antichi Egizi, i Persiani e i Babilonesi navigavano con vele di paglia intrecciata, canne e foglie. I Fenici tessero vele di lino e i Greci usarono la canapa, idrorepellente, spalmandola di catrame per conservarla più a lungo. Una descrizione di Plutarco della lancia reale di Cleopatra parla di ‘vela di seta purpurea’. Drappeggi di seta e di bisso dorati si segnalano inoltre sulle ‘barche dei fiori’ cinesi; e anche i polinesiani, fra i popoli dell’Oceano Pacifico quelli con la maggiore tradizione di navigazione, all’inizio utilizzarono le foglie per sfruttare la forza del vento.

L’interminabile storia dell’evoluzione delle imbarcazioni a vela, mezzo unico e sempre più sofisticato per navigare, trasportare, viaggiare e combattere sul mare, è passata per alcuni tipi caratteristici di scafi, veri e propri capisaldi di altrettanti passaggi storici.

Tra le tipologie più antiche occorre ricordare le caravelle, con il loro carico di significati storici; i galeoni, che rappresentarono le navi da combattimento per eccellenza e da cui poi derivò il vascello; i brigantini, che segnarono una nuova era di scoperte scientifiche; fino ai velocissimi Clipper, che  segnarono l’epoca della grande gara del commercio marittimo.

Clipper furono costruiti nei cantieri inglesi, olandesi, francesi e americani. I primi vascelli di questo tipo ad essere varati sono stati i piccoli Clipper di Baltimora che vennero realizzati negli USA durante la guerra del 1812. Scafo basso, carena affilata, slanci di prua e poppa, sezione maestra avanzata e, proprio per incrementare la velocità, questi vascelli disponevano di una superficie velica superiore a quella delle navi a loro equivalenti che le rendeva difficili da manovrare. Tutta la nave era progettata per raggiungere la massima velocità possibile tanto da sacrificare anche la capacità di carico della nave stessa (che rimase comunque notevole). Ma le velocità raggiunte ripagavano questo sacrificio. Infatti un Clipper poteva raggiungere facilmente una velocità di 9 nodi (16 km/h), con in qualche caso punte di 20 nodi (37 km/h), quando la velocità massima delle altre navi era di 5 nodi (9 km/h) scarsi.

Inizialmente la principale rotta sulla quale furono utilizzati i Clipper fu la New York-San Francisco via Capo Horn, che restò la via più breve tra le due città fino all’inaugurazione della ferrovia. Grazie ad essi questa linea era in servizio continuo, dato che per le navi precedenti risultava troppo pericoloso il passaggio continuo per Capo Horn.

L’epoca d’oro dei Clipper durò dal 1840 al 1870 circa. Nel 1852 i cantiere americani vararono ben 61 Clipper, nel 1853, invece, furono 125. In questo periodo, i Clipper furono le navi preferite per il trasporto di carichi poco ingombranti e molto redditizi come le spezie, la seta, la lana o il tè. Il valore di questi carichi poteva raggiungere cifre favolose come i 2.000.000 di dollari del più grande carico di tè che un Challenger trasportò tra la Cina e la Gran Bretagna.

Con queste cifre in gioco si sviluppò una feroce competizione, molto popolare e seguita da tutti i giornali inglesi dell’epoca, tra i diversi equipaggi e le diverse compagnie di navigazione che diede origine a quella che venne chiamata la Great Tea Race. Questa competizione avveniva sulla rotta di 15.000 miglia (27.780 km) tra Shanghai e la Gran Bretagna. Veniva vinta dalla prima nave che giungeva in porto in Inghilterra. Inizialmente il record era di 113 giorni di traversata che successivamente, nel 1866, venne portato a 90. Una grande gara, che durò per vari anni, coinvolse in particolare due Clipper: il Thermopylae e il Cutty Sark.

Fu il Thermopylae a comparire per primo sulla scena. Il suo equipaggio era composto da 34 uomini accuratamente selezionati e raggiungeva una velocità di 15 nodi (28 km/h). Nel suo primo viaggio, effettuato nel 1868, raggiunse l’Australia in 60 giorni. Il Cutty Sark venne varato il 22 novembre 1869 ed era pensato quale risposta al Thermopylae. Le due navi erano molto simili e pertanto il risultato dipendeva dalle capacità dei rispettivi equipaggi e dalla fortuna. Il primo confronto si ebbe nel 1872 e vide vincere il Thermopylae in 53 giorni sebbene il Cutty Sark fosse rimasto in testa per gran parte della traversata. Fu una tempesta, che colpì in pieno il Cutty Sark mentre risparmiò il Thermopylae, a decidere le sorti del confronto. In ogni caso, nonostante i danni riportati, il Cutty Sark fu magistralmente condotto a destinazione giungendo con soli sette giorni di ritardo. In seguito si sviluppò una competizione, detta Wool Race di 13.000 miglia (24.076 km), per raggiungere per primi i mercati inglesi che vide protagonisti sempre il Thermopylae e il Cutty Sark. Fu proprio su questa rotta che, nel 1885, avvenne l’ultimo confronto tra le due navi.

Verso il 1870, la concorrenza delle navi a vapore si fece più pesante e i Clipper, nonostante rimanessero più veloci delle nuove navi, dipendevano sempre dalla variabilità dei venti . All’inizio i motori si rivelarono inefficaci per due motivi: il primo per la poca forza che riuscivano ad imprimere a due grandi ruote a pale fissate sulle due murate del battello; il secondo a causa della necessità di riservare spazio ad un carico aggiuntivo costituito da carbone e legname, da bruciare durante il viaggio, per alimentare le caldaie.

Successivamente vennero però perfezionati i motori ed introdotto l’uso dell’elica al posto delle ruote a pale. Le rotte oceaniche vennero facilitate dall’apertura del Canale di Suez (inaugurato nel 1869) e pertanto rimasero solo alcune rotte riservate ai velieri. Questi ultimi navigavano solo verso: mete lontane, dove le riserve di carbone e di legname non sarebbero state sufficienti a percorrere l’intera distanza; dove non ci sarebbe stata la possibilità di fare rifornimento di combustibile, perchè venivano attraversate zone povere; dove i carichi sarebbero stati troppo economici, spesso appena sufficienti a coprire le spese, e non avrebbero concesso grossi guadagni.

Nel 1915, venne anche inaugurato il Canale di Panama, che permetteva di passare dall’Oceano Atlantico all’Oceano Pacifico con molta meno navigazione (sia in termini di spazio, sia di tempo) e soprattutto evitando di passare dal tanto temuto Capo Horn.

Con i Clipper, che avevano rivoluzionato i tempi del commercio in tutto il mondo, la storia della navigazione a vela era entrata nella sua era moderna, ma con l’introduzione del motore, destinato a trasformare la conquista del mare, la vela venne collocata in una dimensione divenuta esclusiva, quella del diporto.

 Il Cutty Sark è uno dei classici "clipper del the".

Il Cutty Sark è uno dei classici “clipper del the”.

Bibliografia

http://www.treccani.it/enciclopedia/vela_%28Enciclopedia-dello-Sport%29/

http://it.wikipedia.org/wiki/Clipper_%28nave%29

http://www.ammiraglia88.it/SEZIONE_NORMALE/PAGINE_SITO/velieri.html

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