“Gli ammutinati del Bonty” di Jules Verne è il libro che mi ha salvato la vita.

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Gli ammutinati del Bonty mi ha salvato la mia vita per il messaggio che vi ho ricavato, cioè che con la disciplina ci si salva.
Lo scopo del Bonty, una nave mercantile inglese, era quello di trasportare l’albero del pane, una pianta che cresceva lungo le coste dell’Isola di Tahiti.
Tutti volevano rimanere in questo luogo paradisiaco qualche giorno più del dovuto, ma il capitano Blingh, inviso all’equipaggio per il suo carattere autoritario, stette il tempo necessario al caricamento della merce.
Parte dell’equipaggio del Bounty allora pose il capitano Blinght e 18 suoi fedelissimi su una lancia e fece rotta verso Tahiti.
Dopo l’ammutinamento Blinght ha continuato un mantenere un atteggiamento rigido e autoritario: razionò il poco cibo che avevano a bordo e affrontarono addirittura una tempesta in pieno oceano.
Ma alla fine solo un uomo morì ucciso dagli indigeni, quando scese su un isola per cercare del cibo e i superstiti ritornarono in Inghilterra dalle loro famiglie.
E’ inutile dire che anche gli ammutinati fecero una brutta fine…
Molti ragazzi, ma anche diversi adulti dovrebbero prendere come modello il capitano Blingh, che in una situazione di pericolo non si fa prendere dal panico.
Anzi, continua ad avere un atteggiamento autoritario, perché è sicuro di essere nel giusto, cioè che il suo modo di fare era l’unica garanzia per tutti di tornare a casa.
E’ vero che nella vita bisogna divertirsi, specialmente quando si è ragazzi, ma ci sono momenti opportuni in cui divertirsi. Infatti, possiamo dire che gli ammutinati si sono “divertiti” nel momento meno opportuno e perciò non sono ritornati a casa.
Ed è per questi motivi che Gli ammutinati del Bounty mi ha salvato la vita.
Mario Pennacchio

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