Il tempo che scorre diventa un tesoro

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Sono appena arrivato nella Terra di nessuno. Passeggio tranquillo tra le spighe di grano che mi sfiorano, come quando una donna inizia a farti venire i brividi, ma brividi piacevoli che solo una donna al mondo ci riesce. La mia meta è quell’albero in fondo, quello più grande, robusto, quello dalla corteccia seminera, un po’ vecchiotto, dai grossi e lunghi rami che sembra aspettare proprio me a braccia aperte, mosso dal vento di Levante.

Su questa Terra il tempo che scorre è molto importante, perché le esperienze vissute ed immagazzinate si trasformano in un grande bagaglio di insegnamenti da tramandare a tutti coloro che certe cose non le hanno ancora vissute. Ad aspettarmi qui c’è mio nonno, con il solito giaccone grigio, pantaloni neri e scarponi da montagna. Sembra un tutt’uno con il cielo ormai morto del mese di Marzo.

Non so il vero motivo della sua comparsa, forse è qui perché ha percepito il mio stato di difficoltà e ha ben capito che solo lui può essere la mia guida per il futuro. Anche se ho ancora molti dubbi e perplessità, tutto ciò non importa, la mia unica certezza è che lui è qui con me a rassicurarmi e a proteggermi dalle insidie di questo Pianeta.

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