La Chiesa del Gesù Nuovo

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La chiesa del Gesù Nuovo venne inaugurata nel 1601 e nacque grazie alla trasformazione di uno dei più importanti palazzi aragonesi della città, il Sanseverino.

La chiesa aveva come scopo principale quello di affrontare le problematiche sociali unite con la fede in Cristo. Solo la fede, collegata a un senso di giustizia, poteva determinare e proporre delle soluzioni, evitando scoraggiamento e rassegnazione.

La chiesa può essere descritta come un forziere che custodisce opere eccellenti dell’arte napoletana.

La decorazione del Gesù Nuovo è capace di suscitare meraviglia e sbalordimento, caratteristiche tipiche dell’architetture gesuite e barocche.

Ad accrescere lo splendore della Chiesa furono non solo pittori noti come Cosimo Fanzago o Giovanni Lanfranco, ma anche artigiani e marmorari.

La chiesa, all’esterno, rispecchia l’architettura rinascimentale e lo si può capire dal fatto che la facciata dell’edificio conserva il caratteristico bugnato a punta di diamante.

La cupola della Chiesa venne costruita il 1629 e completata nel 1634. Crollata a seguito del terremoto avvenuto nel 1688, sono sopravvissuti solo i quattro Evangelisti. Fu in seguito ricostruita da Arcangelo Guglielmelli.

La chiesa possiede diverse cappelle.  Nella cappella di San Carlo Borromeo, il santo è raffigurato in estasi nel dipinto che sovrasta l’altare, eseguito da Giovan Bernando Azzolino. La Cappella della Visitazione, viene ricordata per gli affreschi di Luca Giordano. La Cappella di San Francesco Saverio, esalta la figura dell’iniziatore delle missioni gesuitiche in India e in Giappone. Gli affreschi sono di Luca Giordano, mentre le sculture di Giuliano Finelli. La Cappella del Sacro Cuore è dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Nel 1600, Belisario Corenzio vi affrescava Storie di Angeli nella volta, nelle semilunette ai lati del finestrone e anche sulle due grandi pareti laterali con, a sinistra, Cristo servito dagli Angeli, e a destra, il Battesimo del Centurione Cornelio.

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L’opera della Cacciata di Eliodoro dal Tempio, una delle più illustri del Gesù Nuovo, si deve a Francesco Solimea. Delle sequenze ricoprono, invece, le volte del transetto e della navata. I dieci riquadri sviluppano il tema del Nome di Gesù, nel tratto della navata centrale, realizzato da Belisario Corenzio, tra il 1636 e il 1638, ma, successivamente, vennero ridipinti da Paolo de Matteis. Quest’ultimo, realizzò anche il braccio destro e quello sinistro del Transetto. A sinistra, infine, ridipinse le due lunette ai lati del finestrone centrale, mentre a destra rifece la sezione centrale con la Predicazione del Santo. Questo rifacimento fu dovuto al terremoto del 1688.

Per quanto riguarda le semilunette, un ciclo mariano si snoda in 12 riquadri, dipinti da Massimo Stanzione, tra il 1639 e il 1640, che rimosse quello di Belisario Corenzio, distrutto nel 1639 da un incendio.

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Fonti:

http://www.cvxgesunuovo.it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=128&Itemid=137

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_del_Ges%C3%B9_Nuovo

http://www.visiteguidatepompei.it/itinerario-barocco/visite-guidate-a-napoli-chiesa-del-gesu-nuovo.html

http://www.gesunuovo.it/Italiano/It_chiesaGN.html

AA.V.V. , Napoli città d’arte, Electa Napoli, Napoli, 1986.

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