La magia della musica.

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Circa una quindicina di anni fa, nasceva una ragazza di nome Ria. Lei non sapeva che da lì a poco la sua crescita non sarebbe stata facile, spensierata, ma piena di sofferenza. Col tempo, i genitori della ragazza iniziarono a non andare più d’accordo. Ria sentiva dalla mattina alla sera le litigate dei suoi, che giorno dopo giorno cominciavano a diventare sempre più violente, fino al punto da vedere molto spesso la madre chiamare i carabinieri. La ragazza era molto indignata dal comportamento immaturo dei suoi genitori e, per questo motivo, si chiudeva nella sua stanza tutte le volte che loro discutevano in modo aggressivo senza riuscire a parlarsi veramente. Un giorno i suoi genitori si separarono.
Nel corso degli anni, la rabbia che Ria provava nel confronti dei suoi genitori cresceva, perché lei in fondo avrebbe voluto una vita più serena. Ma non fu così, neanche quando i genitori si separarono, riuscirono ad avere un rapporto più civile. A scuola, la ragazza incontrava i suoi coetani che si lamentavano per qualsiasi cosa, per esempio perché i genitori non permettevano loro di comprare una stupida e costosa maglietta piuttosto che un paio di scarpe di marca all’ultima moda. Quando, invece, lei appena tornava a casa vedeva la madre litigare al telefono col padre, perché lui non voleva dare i soldi mensili stabiliti dal giudice per Ria e Gioia, la sorella di appena 2 anni. La madre, tra l’altro, si sfogava con lei, parlando con disprezzo del padre, usando delle parole orribili come: verme, lurido, ecc…
Nonostante tutto quello che passava ogni giorno, Ria era una ragazza solare e divertente, con molte passioni e soprattutto con molto senso del dovere e del giusto. Sapeva benissimo gestire le sue emozioni e portare rispetto per qualunque essere vivente. La ragazza crescendo si innamorò e appassionò ad un’arte meravigliosa: LA MUSICA.
La musica era l’unica cosa che la faceva sentire davvero felice e spensierata; era quasi come se l’accogliesse tutte le volte che le accadeva qualcosa di spiacevole.
Durante i giorni più bui Ria, per isolarsi da tutti e da tutto, si chiudeva nella sua stanza e si rilassava sul letto accarezzando il suo gattino e, solo quando le cuffie inserite nelle orecchie iniziavano ad emettere le prime note, si sentiva in paradiso e riusciva a dimenticare tutto quello che di brutto le capitava vivere. La sua vita continuò così fin quando, all’età di 18 anni, Ria se ne andò di casa.

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