La principessa dalla corona rossa

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C’era una volta nell’anno 2002 in una prateria, una famiglia di contadini che avevano tre figli di nome: Martina, Marta e Angelo.
Martina era la più grande, aveva quattordici anni, non andava a scuola e ne soffriva molto. Infatti era costretta a lavorare nella campagna per aiutare la famiglia.
Marta aveva sette anni, era molto carina e vivace, aveva la passione per le acconciature, amava molto i suoi capelli, che erano rossi, di un colore molto particolare. Ogni mattina passava ore a pettinarseli, ne era innamorata.
Frequentava la scuola elementare, però si assentava molto, perché era affetta da una brutta malattia, aveva la leucemia e spesso stava male…
A Marta piacevano tantissimo i papaveri, adorava il loro colore, quel rosso acceso. La prateria di fronte casa sua ne era piena. Lei come ogni mattina raccoglieva un papavero e lo guardava, ogni volta con un’espressione di felicità. Marta aveva bisogno di cure costosissime che la famiglia non poteva permettersi, per questo il padre lavorava giorno e notte.
Di giorno lavorava nei campi come contadino, di notte lavorava come trasportatore di camion di materiali pericolosi e, per questo, era pagato abbastanza bene.
Angelo aveva cinque anni, correva di qua e di là per la prateria, si nascondeva dietro ai cespugli, era un bambino dolcissimo.
Un giorno, come tutte le mattina, Marta si svegliò; si alzò dal letto, andò in bagno per sciacquarsi il viso e si accorse che qualcosa non andava.
Corse in camera sua e vide che c’erano tantissimi capelli sul letto e sul suo cuscino, stava perdendo i suoi capelli, i bellissimi capelli rossi a cui lei teneva moltissimo.
Iniziò a piangere e a gridare. La madre sentendo le grida corse subito da lei. Appena entrò in camera capì, che Marta stava perdendo i capelli. Si avvicinò a lei e le disse che era una cosa normale, per rassicurarla. Ma, dentro di sé, sapeva cosa stesse succedendo a sua figlia.
Marta, intanto, stava davvero male, doveva trovare qualcosa da fare, così uscì di casa e andò nella prateria, nel suo campo di papaveri, quelli che le davano felicità. Si distese sul prato fiorito e iniziò a chiedersi che cosa le stesse capitando, perché stesse perdendo i capelli, perché la mamma le aveva detto che era una cosa normale, perché non capitava la stessa cosa ai suoi fratelli. Si tormentava di perché e di domande.
Passò un po’ di tempo lì distesa, poi le venne in mente un’idea. Raccolse una decina di papaveri e con un pezzo di stoffa li legò tra di loro, in modo da fare una piccola corona rossa. Completata la sua invenzione, corse dalla madre tutta entusiasta, per farle vedere la corona di papaveri. La madre iniziò a piangere vedendo la corona e la figlia felice. Prese la piccola corona e la poggiò sul capo di Marta dicendo che lei era la principessa più bella, “la principessa dalla corona rossa”. Marta sembrava felice, ma non lo era del tutto, percepiva una mancanza dentro “i suoi capelli”.
Passavano i giorni e Marta seguiva le cure, assumeva tante medicine, aveva perso tutti i suoi capelli e anche le sopracciglia. Era sempre stanca, aveva dolori in tutto il corpo, non riusciva più a camminare da sola, aveva bisogno di qualcuno. Ma lei era felice, aveva la sua coroncina di fiori da un po’ di tempo appassita vicino al suo lettino.
Le cure che doveva seguire Marta diventavano sempre più costose, ma il padre non voleva mollare, doveva aiutare la sua piccolina, doveva proteggerla.
Passavano le settimane e Marta era sempre lì nel suo lettino, aveva la pelle candida, bianca, era dimagrita tantissimo, era fragile, ormai non camminava più. I genitori non sapevano più cosa fare, avevano fatto tutto quello che potevano, ma Marta peggiorava sempre di più, ogni giorno che passava si stavano arrendendo, non riuscivano ad andare avanti.
Martina e Angelo chiedevano cosa stesse capitando a Marta, ma la mamma non rispondeva, restava in silenzio e iniziava a piangere. Martina iniziò allora a capire che la sua piccola sorellina non stava bene. Così andarono lei e Angelo vicino al lettino della piccola Marta.
Marta quando li vide fece un sorriso stupendo, un sorriso che non faceva da tempo, chiese se i papaveri ci fossero ancora, se ancora erano di quel rosso tanto amato da lei, il rosso dei suoi capelli, se il sole splendeva ancora sulla prateria e, infine, disse che il suo desiderio era di ritornare in quel capo di papaveri e starci per sempre, visto che quando stava lì era felice, non aveva nessun dolore, passava tutto, quando era lì. Martina sentendo queste parole scoppiò in lacrime, perché si accorse che la sorella soffriva molto. E poiché l’unica cosa che desiderava Marta era quella di ritornare nel campo di papaveri dove era felice, Martina decise di portarla di nascosto dai genitori nella prateria. Prese Marta in braccio e la portò lì. Appena uscirono di casa, Marta iniziò a piangere dalla gioia, aveva una sensazione strana che proveniva dallo stomaco, aveva un sorriso come quando un bambino vede la sua mamma, un sorriso vero quello che aveva sempre prima che si ammalasse. Quella brutta malattia le aveva portato via tutto: la felicità, lo star bene, la possibilità di camminare, i suoi capelli, aveva tolto il sorriso ad una bambina, una cosa che non succede spesso, aveva lasciato su quel piccolo volto il segno della sofferenza…
Martina fece stendere Marta sul prato e iniziarono a parlare e Marta chiedeva perché era diventata così, perché era dimagrita, perché non aveva più i capelli.
Martina le disse che lei era bella come un fiore, disse che anche la sua corona era appassita, ma sempre bella, aveva sempre quel bel colore anche se era rovinata.
Così Marta si rasserenò e chiese a Martina di farle una nuova corona, in moda da ritornare anche lei in forma e bella…
Martina iniziò a costruire la corona a Marta, mentre lei era sdraiata sul prato fiorito, allegra. Quando finì il lavoro fece sedere Marta e le appoggiò la corona dei papaveri sul capo, dicendo che lei era molto più bella della corona e anche lei, come la madre, chiamò Marta “la principessa dalla corona rossa”.
Marta all’improvviso chiuse gli occhi, respirò piano e con un viso sereno, un sorriso sul volto, con una felicità che non provava da tempo, si chinò sul prato. Martina pensava che si fosse addormentata. Posò la sua mano sul petto di Marta, ma non sentì alcun battito, non poteva crederci, la sua piccola sorellina non c’era più.
Prese Marta in braccio e corse dalla mamma piangendo. Arrivarono in casa, ma la madre era chiusa in camera da letto. Martina piageva e urlava sull’uscio della porta. Quando vide il corpo esanime di Marta, la mamma scoppiò in un pianto profondo, dopo tanti sacrifici, tante sofferenze la sua piccola principessa non era riuscita a superare la malattia.

Il giorno dopo ci furono i funerali, la camera dove era appoggiato il corpo di Marta era ricca di papaveri, i fiori da lei tanto adorati, e sulla piccola testa c’era ancora la sua corona rossa. Martina si avvicinò al lettino di Marta l’abbracciò, poi si girò verso i familiari e disse che ormai Marta era nel suo castello pieno di papaveri rossi. Lì era la principessa dalla corona rossa, era in mezzo ai papaveri che correva. Lì stava bene, era felice, non aveva nessun dolore, nessuna sofferenza, aveva trovato la pace, la serenità. Sentendo queste parole, sul volto dei familiari si intravide un piccolo sorriso. Tutti sapevano che ormai Marta era a casa e stava bene.

Maria Martina Pietronudo

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