L’importanza del Nilo

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La storia degli Egiziani inizia intorno al 3300 a.C. La civiltà egiziana si sviluppò nell’Africa settentrionale, nel territorio compreso fra il deserto della Libia e quello aramaico. Un territorio completamente desertico se non fosse per la presenza del fiume Nilo, che svolgeva perciò un ruolo importantissimo nella vita quotidiana degli Egizi. Nel periodo compreso tra giugno e ottobre, la zona dove si trova il fiume era interessata dalle grandi piogge, che facevano aumentare la portata del fiume fino al punto di farlo straripare. In ottobre la piena terminava e il Nilo riassumeva le sue dimensioni normali. Ritirandosi, il fiume lasciava sui terreni uno spesso strato di argilla sottile e nera che rendeva fertile la terra, questa sostanza era detta limo. Poiché il fenomeno delle grandi piogge avveniva molto lontano da loro, gli Egiziani pensavano che il fiume fosse un Dio buono, chiamato da loro Hapi, che favoriva la loro agricoltura. .
Il Nilo rappresentava anche la via principale per attraversare l’Egitto. Il fiume era percorso da barche che trasportavano persone, animali e merci. Allontanandosi un po’ dal fiume, la terra era molto fertile e gli antichi Egiziani avevano creato lì i propri orti, dove coltivavano frutta e verdura, un po’ più lontano coltivavano lino, grano e orzo.
Gli Egiziani cercarono, inoltre, di migliorare il rendimento della terra perfezionando il sistema d’irrigazione.
La tecnica di coltivazione, in un terreno così fecondo, non richiedeva particolari attrezzature: bastava che, dopo la piena del fiume Nilo, si seminasse e si facesse passare sopra gli animali, in modo da calpestare i semi. Per questo motivo in Egitto non ci fu uno sviluppo delle tecniche di coltivazione e delle attrezzature. Le acque del fiume Nilo, durante le inondazioni, avrebbero potuto distruggere raccolti e città, per evitare questo gli Egizi usavano una serie di dighe, di canali e di bacini artificiali. I bacini erano costruiti intorno alle acque del fiume. Una volta che il bacino era pieno, l’acqua veniva fatta defluire ai livelli inferiori, per fertilizzare anche questi e, infine, veniva incanalata di nuovo nel Nilo. Per irrigare i campi situati più in alto rispetto al Nilo, gli Egiziani usavano uno strumento detto SHADUF. Era formato da due pali infissi nel terreno su cui era poggiato orizzontalmente un terzo palo, su cui era situata un’asta che aveva ad un estremo una pietra a all’altro estremo il secchio che andava riempito d’acqua. La pietra consentiva ovviamente di sollevare i secchi senza far troppa fatica.
Il Nilo per la civiltà Egizia era molto importante dal punto di vista economico e culturale.

BIOGRAFIA: www.eleprocida.it
www.storiafacile.net
www.mardeicaraibi.it
www.doc.studenti.it

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