Mesopotamia

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I Greci chiamarono Mesopotamia, che significa terra “in mezzo ai fiumi”, la grande pianura alluvionale formata dal Tigri e dall’Eufrate. Nel Neolitico, la zona centro-settentrionale ai piedi delle montagne anatoliche e iraniche faceva parte della “Mezzaluna fertile”. Il nome deriva proprio dalla sua forma di mezza luna. Qui si svilupparono le prime forme di agricoltura, grazie alle piogge costanti che permettevano quindi l’irrigazione dei campi, e anche alla presenza dei cereali spontanei particolarmente adatti alla domesticazione. Invece a Sud succedeva esattamente il contrario, le piogge erano irregolari e i fiumi periodicamente inondavano la pianura che perciò in alcuni mesi era troppo arida e in altri paludosa per le acque che stagnavano. Perciò solo dopo alcuni millenni l’agricoltura poté svilupparsi nella bassa Mesopotamia. I contadini crearono dei canali per disciplinare il passaggio delle acque e, quindi, l’irrigazione dei campi, però questo lavoro richiedeva non solo una grande manodopera ma anche una direzione centralizzata che fu assunta dai sacerdoti. I cereali ricavati dalla coltivazione andavano stipati in magazzino e servivano anche per retribuire in natura il personale dipendente del tempio. La Mesopotamia col tempo divenne una grande concentrazione di risorse umane e materiali. Si sviluppò anche la lavorazione della ceramica, opera di artigiani specializzati. Fu creata la ruota, che inizialmente veniva usata per creare dei vasi con una forma regolare, poi venne usata per altre funzioni. Sempre in Mesopotamia ci fu la lavorazione dei metalli che fu un altra attività importantissima, gli storici la consideravano una nuova era: l’era dei metalli, che diede fine a quella della pietra. A partire dal IV millennio a.C. vennero infatti lavorati l’oro argento e soprattutto il rame, e verso la fine del IV millennio fu scoperto il bronzo. In Mesopotamia si crearono le prime città-stato (Uruk,Ur,Eridu,Lagash,Larsa,Umma), che erano costituite dal centro urbano e dal territorio agricolo di pertinenza governate originariamente da sacerdoti. Intorno al 1850, William Kennett Loftus effettuò ricerche tra le rovine di Warka, l’antica Uruk. Quando, nel 1855, un battello carico di reperti da Dur-Sharrukin si rovesciò causandone quasi l’intera perdita nel Tigri (si salvò solo un decimo del materiale), le operazioni vennero sospese per un ventennio. Fu a questo punto che George Smith, nel 1872, individuò in una tavoletta cuneiforme proveniente da Ninive riportante il racconto di un mitico diluvio universale. Ciò produsse una nuova spinta nell’esplorazione, questa volta più sistematica, e furono scavati nuovi siti. Poi fu Paul Émile Botta, console francese a Mossul, a promuovere i primi scavi sistematici intrapresi in Mesopotamia, negli anni quaranta del 19 secolo. Di lì a breve, Austen Henry Layard cominciò a condurre degli scavi presso Ninive, dove rintracciò sculture e bassorilievi, ma soprattutto l’importantissima biblioteca di Assurbanipal, dove il re assiro aveva raccolto numerose opere della letteratura babilonese.

Solfaroli Camillocci G.,  Grazioli C., Il Cantiere della Storia, Vol. 1,  Edizione sei, 2011.

Jimmy Wales, Wikipedia, Huntsville 2001.

 

Funzionari
Questo e un funzionario addetto alla contabilità nei magazzini dei cereali,che servivano a retribuire i guardiani e i funzionari.

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