“Niente di vero tranne che gli occhi” di Giorgio Faletti è il libro che più di tutti gli altri mi ha salvato la vita.

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“Niente di vero tranne che gli occhi” di Giorgio Faletti è il libro che più di tutti gli altri mi ha salvato la vita. Un libro che mi ha salvato la vita… Data la mole dei libri letti, dato l’enorme bagaglio culturale sia di contenuti, di storie che di insegnamenti fornito dalla letteratura, è quasi impossibile per me scegliere un solo ed unico libro che mi ha salvato la vita. Tuttavia, facendo uno sforzo (ero indeciso tra molti libri , come “Cent’anni di solitudine” o “Il grande Gatsby” o ancora “Il muro invisibile”) ho scelto “Niente di vero tranne che gli occhi” di Giorgio Faletti. La perizia, insomma, della scrittura e la profondità della storia hanno esaltato la mia passione nel leggere il libro. Il legame che intercorre per tutto il romanzo tra luce e occhi, occhi e anima, anima e luce (o assenza di questa) l’ho trovato geniale. La trama è ricca di suspense e colpi scena. L’ autore usa uno stile che ricorda molto la tecnica cinematografica del “long take”. Dal libro ho appreso che nella vita non bisogna mai demordere, in particolare ciò è rispecchiato nell’agire dei due protagonisti, Jordan Marsalis e Maureen Martini. Le difficoltà che si incontrano per il raggiungimento di un obbiettivo, possono essere superate se ci si impegna totalmente, se ci si dedica “anima e corpo”. L’ amore è un sentimento soggettivo che va curato e protetto e che, naturalmente, va ben oltre la mera attrazione sessuale, e perciò bisogna conoscere profondamente la propria anima e quella dalla tua donna, condividere i propri mondi e i propri orizzonti. Bisogna ,però, considerare anche l’altra faccia della medaglia, il libro mi ha insegnato anche che la vita, il fato, il caso possono essere devastanti verso una persona, che la vendetta, l’invidia, i soldi e il potere logorano la gente, che un certo tipo di azioni non porta altro che danni irreparabili, che il danaro, i beni materiali non sempre portano alla felicità, che la felicità stessa a volte è stata nascosta dal destino in luoghi introvabili, che in questa società esistono molti doppiogiochisti, che in questa società è impossibile distinguere il vero dal falso, o per meglio dire è tutto falso, è tutto oscuro… E, dunque, “Niente di vero tranne che gli occhi”. A questo punto, per salvarsi, serve una cosa semplice e complicatissima nello stesso tempo, ma non impossibile da raggiungere, lo sguardo della Verità.
Emanuele Pio Scotto d’Abbusco

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