Sumeri

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I Sumeri sono stati la prima civiltà urbana della storia, vissuti circa 4000 anni prima di Cristo nella Mesopotamia (cioè terra <in mezzo ai fiumi>), ed erano una popolazione non autoctona.

La religione dei Sumeri è caratterizzata da un politeismo di impronta naturalistica: dei immortali che riflettono forze naturali. Il termine Sumero è, in realtà, il nome dato agli antichi abitanti della Mesopotamia dai loro successori, il popolo semitico degli Accadi. I Sumeri,  infatti, chiamavano se stessi sag-giga, letteralmente “la gente dalla testa nera” e la loro terra Ki-en-gi, “luogo dei signori civilizzati” o secondo altri autori “luogo della lingua sumera”. La parola accadica Šumer (Sumer) utilizzata per indicare la terra dei Sumeri rappresenta, forse, questa parola sumerica in dialetto, ma non è comunque noto perché gli Accadi abbiano chiamato questa terra Šumer.

Da dove provenissero è tuttora avvolto nel mistero, così come l’origine della loro lingua. Si sa per certo, però, che al centro di una rete di villaggi agricoli si formarono città con varie migliaia di abitanti.

Ma dove trovavano abbastanza cibo per sfamare tutte queste persone? Semplice, nell’area del delta dei due fiumi, Tigri ed Eufrate.

In questo luogo, in passato non si poteva coltivare perché le piogge erano irregolari e periodicamente i fiumi, con le loro piene impetuose, straripavano e inondavano la pianura.

I Sumeri riuscirono ad utilizzare questo problema a loro vantaggio, imparando a costruire argini, dighe e canali. In questo modo l’acqua veniva distribuita ovunque attraverso una fitta rete di canali e usata per l’irrigazione artificiale dei campi.

A partire dal periodo di Uruk venne inoltre introdotto l’aratro a trazione animale e l’irrigazione estensiva, favorendo così una ricca produzione agricola.

Queste opere idrauliche avevano bisogno di qualcuno che le coordinasse. Furono i sacerdoti del tempio, i “servitori degli dèi” a svolgere questa funzione. Costoro venivano pagati in natura come anche i funzionari, i guardiani e i comandanti dell’esercito utilizzando i prodotti dei terreni che appartenevano al tempio. Terreni che i contadini dei villaggi erano tenuti a lavorare gratuitamente per una certa quantità di giornate lavorative.

Le città dei Sumeri avevano subito un grande aumento demografico grazie allo sviluppo dell’agricoltura, di conseguenza le persone si poterono concentrare anche su altri mestieri, ci fu, infatti, un grande sviluppo in molti campi: si inventò la ruota (che non era nata con lo scopo che ha attualmente, ma serviva per dare forma ai vasi); si diffuse poi l’uso dei carri a ruote trinati inizialmente da buoi e sostituiti successivamente da cavalli.

Ci fu anche uno sviluppo nella navigazione fluviale, infatti, i Sumeri inventarono anche la vela, grazie alla quale si intensificarono i traffici mercantili a lunga distanza, pur non potendo attraversare il mare per la mancanza della chiglia.

I Sumeri erano anche abili nella lavorazione dei metalli. I primi a essere lavorati furono: oro argento e rame. Realizzarono anche il bronzo, che è una lega composta da rame e un altro metallo, che può essere alluminio, nichel, berillio o stagno, anche se spesso, come nel caso dei Sumeri,  il termine bronzo viene inteso come lega rame-stagno.

La più grande invenzione dei Sumeri fu però un’altra: la scrittura. La scrittura è la fissazione di un significato in una forma esterna durevole, che nelle scritture alfabetiche diventa rappresentazione grafica della lingua parlata, per mezzo di un insieme di segni detti grafemi, che compongono un sistema di scrittura e di lettura. I grafemi denotano sovente suoni o gruppi di suoni. Come il linguaggio parlato, la scrittura è un modo fondamentale di comunicazione umana ed è il mezzo finora più efficace per la conservazione e la trasmissione della memoria.

Il Sumero è una lingua isolata, cioè non è collegato a nessun altro linguaggio conosciuto. Ci sono stati molti tentativi mai riusciti di connettere il Sumero ad altre lingue, specialmente del gruppo uralo-altaico. È una lingua agglutinante, ossia i morfemi (unità di parola) vengono messi insieme per creare parole.

All’inizio la scittura era fatta di centinaia di disegni raffiguranti gli oggetti che si volevano indicare, cioè da pittogrammi. Poi i disegni divennero sempre più stilizzati, finché gradualmente furono sostituiti da segni a forma di cuneo impressi su tavolette di argilla. Il compito di imparare questa scrittura, che all’ inizio non era altro che un sistema di registrazione contabile, spettava a dei funzionari del tempio appositamente addestrati: gli scribi.

I Sumeri crearono la più antica letteratura di cui abbiamo notizia. Tra i principali generi letterari vi erano poemi mitologici, poemi epici (il più famoso dei quali è l’Epopea di Gilgamesh), inni regali, inni religiosi. Alla letteratura sumera appartiene anche il più antico autore di cui abbiamo notizia: la sacerdotessa Enkheduanna.

Scrittura cuneiforme
Frammento di iscrizione cuneiforme di Urukagina, ensi di Lagash. Terracotta, ca. 2350 a.C., scoperta a Tello (antica Girsu). L’iscrizione recita “Egli [Urukagina] scavò (…) il canale nella città di NINA. Prima fece erigere l’Eninnu; infine, fece erigere l’Esiraran”
I sumeri praticavano anche l’arte. L’arte è di tipo ufficiale, volta alla celebrazione della religione e del potere. Già in età preistorica l’architettura si esprime in grandi templi urbani e mura costruite con mattoni di argilla. Il tempio, inizialmente costituito da un solo vano, si allarga in seguito con un sistema di stanze e cortili contornato da un recinto sacro.

Sumeri
Ecco un esempio di arte sumera: (mosaico trovato nella città di Ur). Il mosaico risalirebbe al 3000 a.C.
arpa sumera
arpa sumera

Sembra che i Sumeri amassero molto la musica. Molti testi fanno specifico riferimento a tradizioni musicali e dimostrano chiaramente che utilizzavano simboli specifici per registrare alcune componenti musicali, come l’intonazione, centinaia di anni prima della nascita della civiltà greca, spesso accreditata come la prima cultura che ha sviluppato testi riguardanti la musica. Inoltre, l’ampia testimonianza iconografica permette di riconoscere i vari strumenti musicali utilizzati all’epoca, fra i quali si notano strumenti a corda, a fiato e a percussione.

Vari strumenti musicali sono stati rinvenuti in Mesopotamia, dove spiccano arpe, liuti, lire, strumenti a fiato, rappresentati da tubicini d’argento dotati di foro sul corpo, e forse tamburi. Questi strumenti erano solitamente realizzati in legno, osso o anche metallo.

La scoperta di numerosi strumenti musicali nelle tombe reali e l’illustrazione di musicisti nell’arte sumera fa quindi ritenere che la musica avesse un ruolo molto importante nella vita religiosa e civica di Sumer. In effetti, come testimoniano testi neosumerici, gruppi di musicisti svolgevano attività musicali all’interno del tempio, accompagnando le cerimonie religiose.

I Sumeri fondarono, inoltre, le basi della matematica, e con questa la geometria e molti teoremi. Calcolavano con operazioni. Il loro sistema di numerazione era sessagesimale.

Si indica con il termine sessagesimale un sistema di numerazione posizionale in cui si utilizzino sessanta simboli per rappresentare i numeri (e in cui quindi la seconda cifra, solitamente quella delle “decine”, rappresenta il numero di volte a cui bisogna aggiungere 60, la seconda 602 e così via) o più in generale un sistema di misurazione in cui, pur utilizzando la notazione decimale, ci sia un rapporto di 1/60 tra un’unità di misura e un suo sottomultiplo.

Queste innovazioni fanno sì che i Sumeri siano considerati tra le culture più creative delle civiltà mesopotamiche e della storia dell’umanità.

BIBLIOGRAFIA:

Wikipedia.

Treccani.

Solfaroli Camillocci G. , Grazioli C. , IL CANTIERE DELLA STORIA 1, Edizioni Sei, Torino, 2010

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